Ieri sera, presso lo Spazio 13 a Bari, il Teatro delle Bambole ha portato in scena lo spettacolo L’Ora del Meriggio. Un omaggio a Pier Paolo Pasolini che 50 anni fa in questa notte fu assassinato. Pasolini è da qualche anno al centro di uno studio, anzi per meglio dire di un processo teatrale, da parte di Andrea Cramarossa e del Teatro delle Bambole. Avevo già visto altri spettacoli ma questo è diverso. Tornata a casa ho visualizzato una meditazione yoga che ho fatto diverse volte con la mia prima maestra che esprime, secondo me, il risultato di quello che ho visto ieri sera.
Scegliamo un maestro, lo chiamiamo guru ma è solo una definizione, prima il maestro è sopra di noi, poi dentro di noi, poi innanzi a noi e quest’ultima è quella che preferisco perché c’è uno scambio alla pari di energia, io a lui lui a me. Questo ho visto ieri sera. Due maestri che, seppur in due dimensioni diverse, ieri si sono scambiati una forza potente che ha impattato su noi disposti intorno, loro al centro.
Ho cercato di dare nome alle emozioni durante lo spettacolo ma non ci riuscivo, poi di testa più che di cuore, ho potuto chiamarle dolore, alienazione, frustrazione, amore filiale, paura, delicatezza…tutto di testa però. L’immagine vera è venuta dopo, tornando a casa. Due maestri che si scambiavano qualcosa di potente in due dimensioni differenti.
Conosco poco Pasolini e penso sia estremamente complicato da capire se rimani in superficie, tuttavia ieri mi sono chiesta se a lui questo spettacolo sarebbe piaciuto. Stamattina a mente fredda e con questa immagine negli occhi mi rispondo di sì!
