Archivi di parole,
Usate,
Abusate,
Perdute.
Pensieri affastellati.
Rantoli di memoria.
Non ho più voglia di scrivere
Pizzini quotidiani.
Cerco poemi eroici,
Bramo virtù teologiche.
poesia
Scacco Matto
Scivola sotto i miei occhi
L’abaco degli amori malati.
Sangue e lacrime
Riempiono le tazze
Abbandonate in cucina.
Catene pesanti
Agitano i fantasmi.
Alba e tramonto
Si danno il cambio nella veglia,
Il testimone ora alla luna.
Non sono sola nelle tenebre.
Sangue e lacrime
Fuggono nel lavandino,
Un vortice d’acqua le insegue.
É giunto il consolatore,
sciacqua le tazze.
Il tè è pronto,
Scacco matto.
L’abaco perde il conto.
Partecipazione mostra concorso “La Stradina dei Poeti” 2025 – Barletta

Se non hai tanta fretta
Se non hai
tanta fretta
potresti renderti conto di molte più cose.
Se sei un uomo
scopriresti
che la donna che porti dentro sogna
di poter mettersi a piangere
e se sei una donna
che l’uomo che porti dentro sogna
di poter rendere conto
della tua fragilità sprecata
Scopriresti
che quasi tutto quello che rimproveri agli altri
è un rimprovero che hai evitato di farti
Se ti dessi il tempo di contemplare
il tappeto del paesaggio che hai tessuto con la tua vita
potresti scoprire molti sentieri che hai saltato
ai quali non potrai tornare
E forse grazie alla tua scoperta
smetteresti di far correre il giorno
per raggiungere velocemente la notte
smetteresti di scavalcare l’inverno
per arrivare in fretta all’estate
e con questo sapere
allungheresti in modo considerevole la tua vita.
Maria Wine (1912- 2003)
Poetessa e scrittrice danese-svedese
Via Venezia-Bari

Dormiveglia
Rumori informi,
acquerelli senza contorni
su tela nera.
Il pennello per terra senza vita.
Mi giro e mi rigiro
sul cuscino sgualcito,
le lenzuola calde ad avvolgermi.
Un respiro. Un attimo. Un ricordo.
È domenica.
Sei lì. Nudo. Dormi.
Profumi di buono.
Sorridi.
“Sei un grillo”. Dirai.
Mi riaddormento ridendo.

Parole al vento
Il mare mi vede scrivere, chissà cosa pensa. Curioso si affaccia tra gli scogli, poi sparisce, poi appare di nuovo.
Sembra quasi che mi spii.
Ad un tratto si alza il vento, volano i fogli.
Rubarli era l’unico modo che il mare aveva di leggerli.
Cosa mi porta via il mare? Le mie parole, è avido delle mie parole.

Maschere
di un egoismo strafottente
che si nasconde
lo spessore di una lacrima.
E’ nella sicumera
della presa di posizione
che si annida viscida
l’amarezza della giornata.E’ nel cuore di plastica di un bar
che si infrange l’essenza dell’amore.
E’ nella penna
per troppo tempo priva
di parole buone
che ha inizio l’apocalisse di fuoco
della disistima e del disamore.

Premio Nazionale Caeliensis
Il 27 novembre, presso la Biblioteca di Valenzano (Bari), si è tenuta la cerimonia di premiazione del Premio Nazionale Caeliensis.
La mia poesia “Noi” ha ricevuto una segnalazione. Sono molto felice per questo riconoscimento. E’ una poesia a cui tengo molto, dedicata ad un momento molto felice della mia vita.
Ringrazio l’organizzazione.

Una stella
Mentre il vento bussava alla mia finestra
milioni e milioni di stelle
formarono un unico mantello
che si posò sulle spalle del cielo
e io mi sentii riscaldato e protetto
e io mi sentii amato e prescelto
e io mi sentii una di loro.
Una stella.
(Paolo Cilfone)