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Finalmente sono riuscita a vedere su Rai Play il film Perfect Days di cui tanto si è perlato lo scorso anno e che ha avuto riconoscimenti importanti. Ebbene, è incantevole. Dura quasi due ore e non pensavo di riuscire a guardarlo tutto ma mi sbagliavo, mi ha preso nel suo abbraccio e non mi ha lasciato fino all’ultimo passaggio.

E’ una sequenza poetica di momenti che si ripetono sempre uguali nella vita del protagonista, interrotti di tanto in tanto da qualche diversivo triste, allegro, comico, buffo o drammatico. Emerge una scelta di vita ben precisa, scandita in attimi goduti intensamente, direi assaporati con gusto.

E’ qualcosa di geniale. Non aspettatevi storie avvincenti o colpi di scena perchè la bellezza, tipica poi dei giapponesi, è che lo strordinario è nell’ordinario. Loro l’hanno capito benissimo, noi brancoliamo ancora in una ricerca ossessiva di clamore ed eccitazione che dura un secondo e poi se ne va.

“Se mai nulla cambiasse sarebbe davvero assurdo” (cit.)